Mi sono sentita dire che non ne valeva la pena, che comprarlo costa di meno, che ci vuole troppo lavoro per un prodotto che è così facilmente reperibile in tutti i supermecati a pochi euro...Credete che mi sia demoralizzata o che abbia rimandato la sfida? NO! Ho voluto seguire la mia passione e non cedere alle facilitazioni dei prodotti confezionati. Ebbene si, ho fatto il Pandoro..con la P maiuscola perchè ne è venuto fuori un Signor Pandoro, buonissimo, che si scioglie in bocca e che non spappola lo stomaco dopo le feste natalizie! Certo, la fatica c'è, ma non è paragonabile alla soddisfazione di dare un morso al Pandoro fatto con le proprie mani..Tutto ciò che occorre sono un pò di pazienza, organizzazione e, come al solito, ingredienti di qualità. Ed ora iniziamo.
Ingredienti:
Farina Manitoba 635gr
Zucchero a velo 250gr
Burro 260gr
Panna 150gr (35% grassi)
Acqua 190gr
6 tuorli + 1 uovo
Cioccolato bianco 80gr
Lievito di birra fresco 16gr
Sale 11gr
1 cucchiaino miele di acacia
Vaniglia in polvere (oppure 1 stecca di vaniglia)
Estratto di vaniglia
Procedimento:
La prima cosa da fare è un base di lievito per il Pandoro che si fa la sera prima. Si mescolano insieme 150gr acqua, 75gr farina, 6gr lievito, vaniglia in polvere (oppure la raschiatura di mezza stecca di vaniglia). Si ripone in frigo, in un contenitore ermetico, a 5° per 12 ore.
Il mattino successivo si riprende la base di lievito dal frigo e la si pone fuori. A parte si sciolgono 10gr di lievito ed il miele in 40gr d’acqua tiepida(26°-28°), si uniscono 80gr di farina ed infine un tuorlo d’uovo. Si copre il piccolo impasto e si lascia lievitare circa un'ora, fino al raddoppio. Si mettono i due lieviti nella ciotola dell’impastatrice (per chi non la possedesse c'è bisogno di un frullino resistente con i riccioli per impastare) si aggiungono 150gr di farina,si avvia con la foglia e si porta lentamente a vel. 2 e si verifica che sia tutto completamente impastato. Si porta a vel. 1 e si aggiunge un tuorlo subito seguito da 35gr di zucchero, incordiamo(mescoliamo fino a che l'uovo e lo zucchero non siano completamente assorbiti). Inseriamo l’altro tuorlo con altri 35gr di zucchero, incordiamo. Montiamo il gancio e rivoltiamo l’impasto nella ciotola, avviamo e incordiamo a vel. 1,5 inseriamo 80gr di burro morbido. Lasciamo girare fino a che diventa elastico.Copriamo e mettiamo a 26° fino al raddoppio.
Prepariamo un’emulsione con 100gr di burro, 50gr di panna, il cioccolato e mezzo cucchiaino da caffè di vaniglia in polvere (oppure raschiatura di mezza stecca), ponendo gli ingredienti in un bagnomaria tiepido (attenzione che non sia troppo caldo altrimenti il cioccolato granisce).
Mettiamo nella ciotola i 100 gr di panna rimanente, l’albume dell’uovo intero (il cui tuorlo si aggiunge agli altri in frigo), 220 gr della farina rimanente ed avviamo con la foglia, incordiamo a vel. 2 (rovesciamo di tanto in tanto l’impasto). Rallentiamo, inseriamo i tuorli uno alla volta: con il primo aggiungiamo il sale, agli altri uniamo 180 gr zucchero in tre volte insieme ai 110 gr di farina rimanente, riprendendo l’incordatura prima del successivo inserimento. Quando l’impasto è bene il corda rallentiamo ed aggiungiamo l’emulsione (appena tiepida, ma ancora fluida) un cucchiaino alla volta fermandoci di tanto in tanto per serrare l’incordatura. Montiamo il gancio ed inseriamo il burro rimanente, appena morbido, a vel. 1.5, alla fine aggiungiamo l’estratto di vaniglia. Lavoriamo, rovesciandolo un paio di volte, fino ad ottenere la consistenza ottimale. L’impasto dovrà presentarsi perfettamente liscio e lucido, quasi gelatinoso.
Lasciamo riposare mezz’ora poi diamo le pieghe: si prende il panetto ottenuto, si tira dall'alto un lembo di pasta e lo si richiude al centro, si rioete la stessa operazione con tirando un lembo leggermente più a sinistra del primo e così via fino a completare completamente il giro (nelle prossime ricette cercherò di creare una sequenza fotografica).
Si divide il panetto in due e si mettiamo negli stampi (due da 750 gr) imburrati ma non infarinati, copriamo con pellicola e poniamo a 26° fino a che non raggiunge il bordo.
Se vogliamo ottenere un prodotto superiore mettiamo in frigo a 7 – 8° fino al mattino successivo, dopodichè tiriamo fuori, aspettiamo che ritorni morbido, pieghiamo ancora (questa volta molto delicatamente) e procediamo come sopra.
Inforniamo a 180° fino a sviluppo (7 – 8 mn.) poi riduciamo a 170° fino a cottura, circa. 30 mn. (prova stecchino)
Attendiamo il raffreddamento prima di sformare.
Note:
Per quanto riguarda gli ingredienti è fondamentale usare la farina manitoba poichè è una farina ricca di proteine che resiste molto bene alle preparazioni lievitate. Anche avere una panna al 35% di grassi è importante perchè influisce sulla stabilità dell'emulsione che va poi a inserirsi nell'impasto. Questa panna è quella fresca che si trova nel banco frigo e non è quella a lunga conservazione, se aveste dubbi consultate l'etichetta e troverete le percentuali di grassi. Per quanto riguarda la strumentazione è importantissimo avere una planetaria (impastatrice) che semplifica il lavoro ed assicura un risultato ottimale che non sempre si può ottenere con un semplice frullino.
Infine vorrei ringraziare un bravissimo pasticcere che mi ha dato la possibilità di accedere a questa delizia: Adriano. Vi consiglio di visionare il suo blog (profumodilievito.blogspot.com), scoprirete un mondo dolce davvero fantastico!
Per dubbi, curiosità e domande mi trovate come al solito in cucina...
C.C.C.